ANTONIO EVANGELISTA

Senza amore non c’è vita, passione, scrittura, creatività… niente! Rinunciare all’amore non è vivere ma trascinarsi, come non essere mai stati. E tanto vale non esistere… Ho iniziato a scrivere per caso. Tempo fa mi chiesero un resoconto sulle mafie albanesi e lette le mie carte mi suggerirono di dedicarmi alla narrazione, all’argomentazione specialistica. Nelle pagine uso proiettare contenuti e suggestioni del vissuto effettivo o immaginario, interessi professionali e curiosità storica. Scrivo infatti soprattutto quando sento il bisogno di comunicare con me stesso. Mi chiudo in casa, mi documento, colleziono fonti, ispirazioni, notizie, organizzo il lavoro e attendo che si accenda la lampadina. Sono convinto si diventi scrittori grazie a sensibilità e capacità espressive che in un modo o nell’altro devono trovare sfogo, estrinsecazione. Alla base vi è il bisogno di conoscenza, la sete di verità. E solo chi ha trovato se stesso o intuito una sfumatura essenziale della propria natura può pretendere di raccontare, costruire oppure rappresentare nuovi mondi attraverso la letteratura. I grandi autori scrivono col cuore e la mente, sconvolgono, sviscerano o illuminano la normalità trasfigurandola artisticamente. È una questione di onestà, profondità, empatia. Il libro perfetto dovrebbe dunque aiutare il lettore a scoprire qualcosa di nuovo, in se stesso e nella contingenza, aprire nuove prospettive, educare al di là dell’intento pedagogico. Tra le mie letture preferite inserisco Frederick Forsyth di Quarto Protocollo e Il Giorno dello Sciacallo, Patricia Cornwell, Eduardo Scarpetta, Georges Simenon, Dante Alighieri, Alessandro Manzoni, Charles Bukowski, Friedrich Nietzsche… E confesso di amare infinitamente Martin Eden di Jack London. Sono anche appassionato di affare pubblico, dei processi mentali, sociali, informativi, che manipolano e condizionano i singoli, le masse, i deboli… La politica dovrebbe in teoria rappresentare l’acme dell’essere, la trasmissione della sapienza e dell’insegnamento nell’interesse dei popoli, del bene comune. Oggi non è purtroppo così, i politici parlano troppo e fanno davvero poco. E si sa, le persone vanno valutate per ciò che producono non per quanto millantano… A chiacchiere siamo tutti super nella vita! Sin da bimbo sono stato insofferente alle ingiustizie e per certi versi scalmanato. E ogni giorno arrivava puntuale il rimprovero sia a scuola che a casa. Tante ne ho fatte, come prendere in braccio un professore per sorprenderlo e imbarazzarlo davanti la classe. Faceva il duro ma era un buono… Sognavo di diventare un medico in missione, un benefattore che dedica la vita agli altri, a risolvere i gravi problemi che affliggono il mondo. Sono stato educato alla filantropia e alla generosità prima da mia madre poi dai Salesiani di don Bosco. Sono Nato a Catania e cresciuto a Ravenna e Asti. Attualmente vivo tra Amman e Asti, dividendomi tra lavoro e famiglia. Viaggio molto per questioni professionali e piacere. Ho girato ogni angolo dei Balcani passando moltissimo tempo in Kosovo e Bosnia. Conosco bene il Libano e la Giordania. Ho visitato Norvegia, Francia, Moldavia, Cina. Mi piace scoprire le tradizioni autentiche dei luoghi, cibi, usi, costumi, storie… Ogni viaggio è una finestra sul mondo, un nuovo capitolo di un bel libro. Il mio sogno sarebbe una casetta sul lago, nei boschi (come Kevin Costner in Bodyguard), un locus amoenus dove stare con i propri cari, con se stessi, per non perdersi soprattutto in questi tempi di grande confusione. Adoro gli spazi aperti, la natura e gli animali. Ho un Jack Russel e un bel gatto… Qualche tempo fa il piccolo Newton ci ha purtroppo lasciati per correre e fare le fusa nel paradiso dei gatti. Che pena! A tavola prediligo trippa e fagioli, lenticchie e cotechino, pasta di ogni tipo. Non sono un gran cuoco ma qualcosa so fare… Neppure il tipo da grandi cene ma sono aperto, ben disposto, alla convivialità tra amici. Sono però anche da pane e salame, sia dal punto di vista gastronomico che esistenziale. Sono sincero, schietto con me stesso, con gli altri, e nelle persone apprezzo soprattutto la capacità di tradurre sulle labbra quanto nascondono nel cuore.

 
     
     
 
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