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FABIO PANI

Se da un mio libro nascesse un film sarei felicissimo. Sarebbe curioso vedere l'interpretazione di un regista. Lo scrittore è un pazzo, un visionario, che crede nel nulla. Ma è proprio nel niente che c'è il tutto. La critica se costruttiva è essenziale per migliorarsi. Lo scrittore d’oggi ha spesso troppa fretta, vuole arrivare subito. Dovrebbe invece possedere le caratteristiche dei giganti che ci hanno preceduto. Curiosità, semplicità, follia e ironia, originalità pure nel banale e normalità nell'eccezionale. La passione per la scrittura è in me nata tardi, sono però del parere che rappresenta una forma di comunicazione potente. Nelle pagine metto tanto di me e ogni volta che mi viene un'idea la trascrivo su fogli volanti anche se non scordo l'ispirazione. Scrivo spesso negli orari buchi, in palestra e in aeroporto. Le storie partono da qualcosa che mi colpisce e quando nascono i personaggi mi lego a loro quasi esistessero perdavvero. Mi piace affrontare tematiche sociali di forte impatto e amo la scrittura diretta, veloce. A volte penso al mio lettore curioso, sognatore. Scrivo tutti i giorni e quando lo faccio mi sento d’essere prima lettore che scrittore. E se non ritengo interessante quanto ho buttato sulla carta cancello. Il luogo non è importante perché tendo a estraniarmi quasi fossi in trance. Spesso lo faccio in mezzo al frastuono, musica alta, gente che parla, eppure quando apro il file di colpo i suoni cessano ed entro in un'altra dimensione. Scrivo facilmente e ammetto d’essere spesso pignolo. Rileggo tante volte quanto ho espresso per controllare se può essere migliorato. La bellezza è nei dettagli e richiedono tempo. Inizio a scrivere quando nella testa la storia è già definita. Parto sempre dal protagonista, da quanto desidero fargli fare e dire. Alla fonte della fantasia c'è la vita di tutti i giorni, più incredibile e assurda di qualsiasi illusione. E Il mio stile è libero da qualsiasi contaminazione o pregiudizio poiché leggo pochissimo. Racconto la vita nella sua schiettezza, bellezza e tragicità. E il bagaglio che impiego non è che il mio vissuto o quanto mi viene detto. Sono ogni giorno a contatto con tantissime persone, fonte inesauribile e inestimabile d’ispirazione. Non v' è un fatto predominante che mi condiziona, tutto può fungere da molla, persino un uovo che sta friggendo o il mio cane che sbadiglia. Non penso esistano i maestri, servono magari da tramite. Esseri illuminati che indicano o condizionano ma siamo noi gli artefici di ciò che siamo. Sino a poco fa credevo nei segni zodiacali ma un amico appassionato di astronomia ha spiegato che in realtà le costellazioni sono tredici non dodici, e a causa del moto terrestre non è possibile stabilire con precisione a quale segno zodiacale si appartiene. Ciò detto io sarei acquario e mi rispecchio nelle sue caratteristiche. Forse per caso sono uno spirito libero, ho spesso la testa tra le nuvole, come sostiene mia moglie. Vivo insomma in un mio mondo. Sono nato a Cagliari, cresciuto a Barumini, in Sardegna, ma vivo a Sanluri da sette anni. Sposato con Carla, abbiamo una figlia di nome Adele. Non vorrei vivere in nessun altro posto al mondo, assicuro. Amo questa terra quasi fosse una seconda madre. Da bambino ero molto curioso. Adoravo il gioco, lo sport e lo studio. Non mi sono però mai preso troppo sul serio. A scuola ero disciplinato ma in quinta superiore essendo rappresentante d’istituto fui artefice di molti scioperi. Poi è arrivata la laurea in scienze motorie. Oddio, da piccolo sognavo di diventare architetto. Il ricordo peggiore, che non se ne va, è legato alla morte di mio padre dopo lunga malattia. Quel ventidue novembre non avrei mai immaginato di soffrire, piangere, così tanto quasi mi avessero amputato una parte del corpo. Prima di quel tragico evento mi credevo diverso da papà. Convinzione infondata. La sua assenza mi ha lasciato una verità assoluta, sconcertante. Pur non somigliandogli nell’aspetto, ho tantissimo del suo carattere. E l’unico rimpianto è di non avergli detto quanto gli volessi bene, gli fossi riconoscente. Era agricoltore, un uomo semplice e diretto. Le sue mani callose, il suo volto scurito dal sole di ogni stagione. Ci accomunava la passione per la scrittura. A mia madre somiglio più esteticamente e in alcune sfumature del carattere. Loro hanno fatto molto più di quanto un figlio merita. Hanno scommesso tutto su me e io sarò un buon padre se riuscirò a fare almeno la metà di quanto non abbiano fatto loro. Cambiando discorso, mi affascinano le aquile per la loro libertà. Ho due cani, Kimba e Sasuke, dei akita americani. Sono molto legato a questa razza per il loro carattere fiero, non stereotipato. In una persona adoro invece la semplicità. Mi colpisce quando scopro qualcosa d’improbabile da farmi esclamare "beh, non l'avrei mai detto".

 
     
     
 
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